Fugge solo chi è vigliacco

Una tigre non fugge mai
「目ざめた虎」 – Mezameta tora – “Tigre risvegliata”
22 gennaio 1970
Naoto, sempre più preoccupato per il fatto che altri suoi ex compagni possano in futuro morire per causa sua, medita come una delle possibili soluzioni anche il suicidio; d’altra parte non può mollare proprio adesso per non infrangere le aspettative di Kenta e gli altri: non vuole deludere in questo modo i suoi ragazzi. Chappy nel frattempo, una delle bambine dell’orfanotrofio, viene investita per la strada, senza che il responsabile si fermi a prestar soccorso; ricoverata in ospedale, dovrà trascorrervi un intero mese in riabilitazione. Ikuo Koide, figlio del proprietario d’un negozio di macchine fotografiche, dalla finestra della sua stanza ha scattato un’immagine che mostra il colpevole mentre si sta dando alla fuga; si tratta di Kyotaro Sugawa, rampollo a sua volta del presidente d’una conosciuta società che elargisce prestiti ad usura, la stessa che ha dato al padre di Ikuo il denaro necessario per aprire il negozio. Pertanto l’uomo spaventato impone al figlio di tacere e non farne parola con nessuno. Kenta, che è riuscito a venir a saper la verità, si presenta da solo davanti all’usuraio per chiedere giustizia ma, mentre sta per esser cacciato di malo modo, ecco apparire Tiger Mask (che aveva seguito il ragazzo) ad esigere spiegazioni. A questo punto Kyotaro, roso dal rimorso, tenta il suicidio ma viene fermato appena in tempo da Tiger Mask; alla fine l’usuraio acconsente a che il figlio si vada a costituire al più presto alla polizia. Naoto, ripensando a ciò che lui stesso ha detto a Kyotaro, ovvero che solo un grandissimo vigliacco prova a fuggire dalle situazioni spiacevoli tramite il suicidio, giura a se stesso di continuare a tutti i costi a vivere e combattere per non gettar al vento la morte stessa di Rico e Rocky.